Ultralaser: la chirurgia dello sguardo è una realtà

Noleggio femto laser oculistica Pistoia - Toscana - Operazione cataratta - intervento cura presbiopia e vari difetti visivi a Pescia, Lucca, Pisa:

 
Ultralaser srl è una società specializzata in ambito in apparecchiature medicali ed in particolare opera nel settore oculistico attraverso laser ad alta tecnologia di sua proprietà e tramite uso in esclusiva di brevetti concessi da primarie società del settore.
 
Grazie alle tecnologie offerte, Ultralaser è leader nei trattamenti della chirurgia refrattiva, della cataratta, ICL (Intra Cornea Lens), Lenti Artiflex per la chirurgia refrattiva delle miopie elevate, trapianti di cornea, cheratoconi.

E’ referente in Italia per la chirurgia della presbiopia con la tecnica PresBymax (Schwind Amaris).

Ultralaser utilizza il programma INLAY per la presbiopia (lenti FLEXIVUE)


Ultralaser si avvale di un team di esperti tecnici e medici oculisti, specializzati al massimo livello nell’uso  delle apparecchiature che rappresenta.
 
Ultralaser offre un servizio di elevata  professionalità in grado di garantire i migliori risultati per il paziente.

Ultralaser consente l’utilizzo dei propri macchinari per permettere alle strutture sanitarie di evitare investimenti importanti in apparecchiature ad alto tasso di invecchiamento tecnologico.

Tutta la tecnologia necessaria, rappresentata da macchinari, materiale di consumo, aggiornamenti tecnologici saranno forniti senza alcun costo da parte delle strutture.
 
Ultralaser mette a disposizione delle strutture sanitarie la presenza di personale specializzato dedicato all’uso, alla manutenzione, agli interventi di taratura e regolazione delle apparecchiature che offre.

Ma la vera novità è la seguente:

Ultralaser garantisce la presenza di un TUTOR con esperienza certificata per l’esecuzione degli interventi (quando il medico non avesse ancora sufficiente conoscenza dello strumento) oppure assicura un professionista per l’insegnamento dell’utilizzo delle macchine che offre!


I nostri partners
Nuovi cristallini e tecnologie laser di ultima generazione
La cataratta è stata considerata tradizionalmente una malattia della vecchiaia. Niente di più sbagliato: oggi come oggi, è l’intervento che può essere considerato come un’occasione per recuperare la vista che si aveva da giovani, correggendo in pratica tutti i difetti di vista, sia da vicino sia da lontano. Il merito è dei progressi della medicina e delle tecniche chirurgiche.
 “La  cataratta è l’opacizzazione del cristallino, la piccola lente che abbiamo nell’occhio che svolge la funzione di focalizzare sulla retina le immagini: questa opacizzazione riduce la capacità visiva dell’occhio stesso”, ha esordito Marco Fantozzi, medico oculista di Pescia, in provincia di Pistoia  tutor di Ultralaser che visita presso Ipervision a Piescia- da molti anni si occupa di cataratta. “Si tratta di una condizione parafisiologica nel senso che è un disturbo che si presenta nella quasi totalità delle persone superata una certa età, e non si può considerare una vera e propria patologia”.
 Se si riceve una diagnosi di cataratta, dunque, non c’è motivo di allarmarsi, perché l’intervento è uno dei più praticati in tutto il mondo, e solo in Italia se ne fanno 650mila circa ogni anno. E gli avanzamenti sono continui. “Un notevole progresso si è avuto in anni recenti con uno speciale laser, chiamato laser a femtosecondi, che emette impulsi di luce estremamente brevi: questo dispositivo sostituisce di fatto gli ultrasuoni nella frantumazione del cristallino opacizzato con una procedura robotizzata, riducendo al minimo il rischio di errori, che anche il più esperto dei chirurghi oculisti può commettere”. La sostituzione del cristallino naturale con uno artificiale – una sorta di minuscola lente a contatto che sta dentro l’occhio invece che sulla sua superficie – è un’operazione che consente di recuperare la trasparenza della visione, tanto che i pazienti sottoposti all’intervento si meravigliano di come i colori della realtà ritornino molto più vividi. Ma il valore aggiunto è che l’intervento consente anche di correggere i difetti di vista. “Oggi sono a disposizione le lenti trifiocali, che hanno tre fuochi d’immagine, per la visione lontana, intermedia e vicina, e le lenti denominate EDOF, che in pratica hanno un fuoco unico, ma anche una profondità di campo molto estesa”. Per una perfetta visione da vicino, le più indicate sono le lenti trifocali, mentre chi ha esigenze di vedere bene nell’intermedio dovrà indirizzarsi verso le lenti EDOF: uno degli aspetti più importanti della moderna chirurgia della cataratta con correzione dei difetti visivi è l’estrema personalizzazione dell’intervento. “Il paziente viene attentamente selezionato anche in base delle caratteristiche anatomiche dell’occhio, durante un’approfondita visita: ogni paziente ha la sua lente”, ha puntualizzato Fantozzi.
Tecnologie avanzate di ultima generazione e capacità di adattamento al paziente: queste le novità delle nuove lenti intraoculari a range continuo di visione per pazienti con cataratta e presbiopia. Questa lente, la più recente e  innovativa oggi sul mercato, offre una visione continua ad alto contrasto per i pazienti con cataratta da lontano a vicino, anche in condizioni di scarsa illuminazione. Fino ad oggi non è esisteva una tecnologia se pur rivoluzionaria in grado di soddisfare le mutevoli esigenze dei pazienti ma oggi è possibile con questa soluzione che si adatta inoltre  a tutte le condizioni di luce. E’ un passo successivo alle IOL utilizzate fino ad oggi perché per la prima volta non deve essere il paziente ad adattarsi alla lente ma essa stessa si adegua al soggetto operato. Con alcune lenti,infatti,  i soggetti operati potevano avere difficoltà a concentrarsi su oggetti in determinati punti, ma la visione continua fornita da questa nuova soluzione ha oggi colmato questi “vuoti visivi” permettendo di vedere nitidamente.
 

Via gli occhiali ma non gli occhialini
 
Sempre più sportivi si affidano alla tecnica SMILE per risolvere i propri difetti visivi.
Dire addio ai propri occhiali ma non agli occhialini.
 
 Il campione europeo e mondiale di nuoto nonché capitano della nazionale italiana di nuoto, Fabio Scozzoli ha appeso al chiodo i propri occhiali. Non gli occhialini, vogliamo rassicurare i tanti fan, ma solo quelli che ogni mattina appena alzati vanno indossati se si ha un qualche difetto visivo .
Da oggi grazie ai progressi delle tecniche d’intervento e alla tecnica SMILE, acronimo di Small Incision Lenticule Extraction, sviluppata per rendere l’intervento il più possibile minivasivo è stato possibile per lui dire addio a lenti a contatto e occhiali da vista.
 
“Si tratta sostanzialmente di una procedura per scolpire all’interno della cornea una minuscola lente a contatto, chiamata lenticolo, mediante un laser molto sofisticato, denominato laser a femtosecondi, che emette impulsi che durano milionesimi di miliardesimo di secondo ha puntualizzato il dottor Marco Fantozzi- oculista che ha eseguito l’intervento presso Casa di Cura San Rossore, tutor di Ultralaser  che opera presso Ipervision Studio. “Una volta intagliato, questo lenticolo viene estratto da un’incisione lunga solo due millimetri, quindi senza produrre un flap come nella LASIK: la cornea in sostanza non viene praticamente tagliata, e questo permette di rispettare al massimo la sua anatomia e la sua dinamica rispetto alla femtolasik; un altro grande vantaggio della tecnica SMILE è che non vengono tagliati i nervi corneali, garantendo una netta diminuzione della sintomatologia da occhio secco, che può insorgere dopo gli interventi convenzionali”.
 
Un aspetto importante da sottolineare è che ormai si tratta di procedure robotizzate, in cui la manualità del chirurgo è aiutata da appositi software che comandano l’azionamento del laser. Ciò va a tutto vantaggio della sicurezza, perché si riduce al minimo il rischio di eventi avversi. Inoltre, non ci sono particolari problemi di tollerabilità, per l’assenza di dolore e per i tempi di recupero decisamente contenuti. Nel mondo sono stati effettuati circa 2 milioni di interventi con la SMILE, che quindi ormai può essere considerata una tecnica standard.
 
L’ intervento è indicato per la miopia, cioè il difetto di vista da lontano; e per correggere l’astigmatismo, che comporta una minore nitidezza delle immagini a causa della superficie corneale deformata.
“Il punto importante è selezionare attentamente il paziente- ha commentato il dottor Fantozzi. “l’indicazione per tutti è quindi di rivolgersi a un chirurgo oculista con una comprovata esperienza in questo campo che, dopo un’approfondita visita, saprà indirizzare il soggetto verso l’opzione chirurgica più idonea alle caratteristiche del suo occhio”.
 
Gli unici limiti all’intervento di chirurgia refrattiva sono le diottrie: non più di 10 per la miopia e non più di cinque per l’astigmatismo. Il limite inferiore è invece la mezza diottria.





 

Tutors di Ultralaser in India
I medici oculisti, tutors di Ultralser sono  stati i primi a utilizzare le tecnologie d’avanguardia  di cui è dotata Ultralaser, tanto da essere invitati presso strutture nazionali per insegnare ai propri colleghi. 
I tutors di Ultralser sono tra i più autorevoli relatori ai convegni Nazionali e internazionali e recentemente sono stati in India per scambio culturale con il massimo centro ad alta tecnologia della zona.